martedì 14 agosto 2012

Attesa


La pausa, forzata, quando arriva arriva. 
Ed adesso che è arrivata me la prendo. Qualche giorno, non so dire quanti con precisione, dovrò chiedere il permesso alla mia Ciccia, che mi reclama, e ne ha ogni diritto. E forse, ho bisogno anch'io di allontanarmi da qui, tregua, dalle grane, i lavori, la gente. 
E' un Ferragosto anomalo quest'anno. Niente Vacanza quest'anno di quelle con la V maiuscola, il viaggio con la macchina stipata che sembriamo prossimi ad un trasloco, niente mare né nuotate io e lei, maschera boccaglio e mano nella mano anche in acqua, con la consorte (che galleggia come un ferro da stiro) ad osservarci da sotto l'ombrellone.
Niente mete lontane, niente isole. Si chiude qui, per andare, onestamente non so dove. Molto probabilmente per stare, fermarsi, respirare. 
Qualche dissapore di troppo all'interno di quello che resta della mia sgangherata famiglia di là, tra i monti. Ed io che non faccio niente per stemperare gli animi ed aprire spiragli, anzi. In tanti mi dicono di smetterla, di godere della vicinanza dei miei cari fino a che uno ne ha la possibilità. Lo so, lo so mille volte. Ma una volta là non riesco a non pensare, a non vedere le cose che mi appaiono stonate e forse magari non lo sono neppure, a non chiudermi a riccio, un muro opaco, senza espressione. E per evitare di oltrepassare i limiti, che quelle rare volte che è capitato ho combinato disastri di quelli che lasciano il segno, allora non esisto, rispondo educatamente se interrogato, a tavola passo il pane e mi alzo solo dopo che tutti han finito di mangiare. Ed ogni volta che me ne vado, mia madre che non mi ha rivolto una parola per  tutto il fine settimana e né io a lei, piange in silenzio.
Porto le scarpette per correre, certo che sì. 
Vado davvero, mi prendo una briciola di pausa, piccola piccola. Mi allontano da qui. Chiudo la scatola, e senza fare rumore, lascio a riposare i sogni e le parole. 
Buone vacanze.

9 commenti:

  1. fuori dall'ufficio è già vacanza, ma per quelle 'vere', lontano da tutto/i, dovrò aspettare ancora un pò — probabilmente ne varrà la pena....

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  2. ti auguro giorni per lo meno sereni e di ampio respiro.
    di correre per il gusto di farlo, e di avere più di un occasione per aprire quella porta sull universo che sai.
    buoni giorni mon cher ami

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  3. @theyogi: sicuramente ne varrà la pena! Una carezza a Luna!
    @Sys: i giorni sereni, ultimamente, sono un pò difficili da trovare, ma li cercherò.
    Buoni giorni anche a te.

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  4. E' sempre complicato dedicarsi agli altri, quando non "ci si ritrova con se stessi" .. anche quando sai che , i momenti con certi affetti andrebbero goduti e vissuti a prescindere, perchè il dopo è sempre troppo tardi.

    Chi ti ama, riflette il tuo Animo.

    un abbraccio
    Slaymer

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    1. Ehi, come la va? Da che parte del mondo scrivi?

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  5. sempre a rincorrere il mio "Lato Oscuro" :)))
    .. da una settimana nuovamente in territorio italico , ma montano :D !

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    1. Se è "quel" montano, allora magari sabato ci vediamo?

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  6. Mio padre mi diceva sempre l'odiosa frase "Quando sarai madre capirai".

    Io sono diventata madre, e le sue ragioni non le ho mai capite anzi, sono sempre più convinta che i miei con me abbiano sbagliato di tutto di più però...

    ...però, quando sono diventata madre, ho capito invece quanto sia terribile non essere accettata dai propri figli, altro che lacrime silenziose e amare!

    Tu che cosa proveresti se un giorno la tua Ciccia ti vedesse come un estraneo insopportabile rompiscatole? Se volesse vederti e stare con te il meno possibile? Non impazziresti di dolore?

    Sicuramente tu hai tutte le ragioni di questo mondo, ma un genitore dà semplicemente tutto quello che può, e più di quello non può, non ce l'ha, non ce la fa.

    C'è da me una pagina, "Tutto su mia madre: riflessioni e bilanci" ( http://ilmondodifigenia.wordpress.com/tutto-su-mia-madre-riflessioni-e-bilanci/), dove parecchi di noi blogger hanno raccontato la propria storia: non sei solo sul cuore della terra... ma abbraccia tua madre, non farla piangere (lo so che magari sarà stata lei a far piangere te, figurati se non lo so, ma abbracciala lo stesso).

    Io faccio questo per mia madre, obtorto collo, sperando che mia figlia rimanga sempre la figlia complice, vicina e affettuosa che è ora, ma chi ci darà mai questa garanzia?

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    1. Non lo so, sai. Per alcuni versi lei ed io siamo simili, abbiamo questa capacità di non aver bisogno del mondo, o almeno di far finta che. Siamo stati legatissimi, il cambio di rotta è dovuto al tempo fatti di tanti momenti sbagliati, alla distanza ed alla nostra indiscutibile testa dura. So anche che ho una valanga di torti. So che ne ha anche lei. E so che anche il mondo intorno non è incolpevole.
      Insomma, roba da post, quando sarò pronto.

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